Linguistica e semiologia musicale

Che la musica sia un linguaggio è fuori di dubbio. Quel che invece ancora resta poco chiaro sono i meccanismi che presiedono al suo funzionamento. I problemi sul tavolo sono principalmente due. Il primo riguarda l’astrattezza del linguaggio musicale, ovvero il fatto che esso non sia, a differenza di quello verbale, mai rappresentativo ma sempre simbolico. Mentre il linguaggio discorsivo, infatti, si esaurisce nella definizione del suo oggetto, quello musicale non può essere mai del tutto privato della sua componente astratta e simbolica.
Il secondo problema riguarda invece la possibilità di far valere il valore linguistico della musica anche nel caso della musica contemporanea. L’atonalità e, soprattutto, la dodecafonia hanno infatti determinato un innegabile scollamento tra la creazione musicale e la volontà dell’autore di esprimere (e la capacità dell’ascoltatore di cogliere) un significato.

Per risolvere questi ed altri problemi entra in gioco una disciplina estremamente giovane: la semiologia musicale. Essa ha come obiettivo l’individuazione delle regole che rendono possibile il funzionamento della musica come linguaggio consentendo di comprendere come sia possibile all’ascoltatore di comprendere la musica, cogliendo il suo significato. La difficoltà di questa operazione sta nel fatto che il “messaggio musicale” può essere compreso solo nell’analisi complessiva della composizione musicale. Non è infatti possibile ridurre l’attenzione, come avviene per le parole e le frasi nel linguaggio verbale, a delle unità minime come degli accordi o dei singoli passaggi perché, di solito, questi sono espressione di un gusto proprio di una specifica cultura di riferimento. Si rende piuttosto necessario cogliere quei valori generali ed astratti che rendono il più possibile universale, a patto di conoscerne minimamente la grammatica, il linguaggio musicale.

Riferimenti bibliografici

  • W.T. Adorno, Filosofia della musica moderna, Einaudi, Torino 1959
  • E. Fubini, Estetica della Musica, Il Mulino, Bologna 1993
  • C. Lévi-Strauss, Il crudo e il cotto, Il Saggiatore, Milano 1966
  • G. Stefani, Introduzione alla semiotica della musica, Sellerio, Palermo 1976
da “Il Pendolo” del 4 Luglio 2011
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Pubblicato il 08/05/2014, in Cultura, Musica con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. molto interessante, spunti da approfondire (spero di trovare concentrazione per farlo anche in questi giorni di torrido luglio, senza aspettare la frescura autunnale);

    è sempre un piacere leggere i tuoi articoli 😉

  2. Ciao a tutti! Mi presento. Mi chiamo Marco,ho trent’anni,
    sono laurteato in linguistica e lettaratura moderna.
    Vorrei fare un Dottorato di ricerca in inghilterra continuando a studiare la linguistica nella fattispecie,la comparazione tra il linguaggio verbale e quello musicale,in particolare, della musica contemporanea.
    (A dir il vero non sono molto ferrato in musica, però mi piace molto).

    Vengo alla domanda. Potreste aiutarmi dandomi suggerimenti bibliografici e tematici da proporre ai tutors inglesi.
    Da cosa potrei partire e che risultati potrei ottenere facendo
    tale ricerca?
    Grazie anticipatamente.
    Marco

  3. Saluti, Vorrei condividere con Voi il mio blog musicale, al qual accedono cliccando sul mio nome. Spero che Vi piaccia. Questi eccelsi interpreti faranno un tour per Italia a novembre, come dico lì, forse li potete godere.

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