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Linguistica e semiologia musicale

Che la musica sia un linguaggio è fuori di dubbio. Quel che invece ancora resta poco chiaro sono i meccanismi che presiedono al suo funzionamento. I problemi sul tavolo sono principalmente due. Il primo riguarda l’astrattezza del linguaggio musicale, ovvero il fatto che esso non sia, a differenza di quello verbale, mai rappresentativo ma sempre simbolico. Mentre il linguaggio discorsivo, infatti, si esaurisce nella definizione del suo oggetto, quello musicale non può essere mai del tutto privato della sua componente astratta e simbolica.
Il secondo problema riguarda invece la possibilità di far valere il valore linguistico della musica anche nel caso della musica contemporanea. L’atonalità e, soprattutto, la dodecafonia hanno infatti determinato un innegabile scollamento tra la creazione musicale e la volontà dell’autore di esprimere (e la capacità dell’ascoltatore di cogliere) un significato. Leggi il resto di questa voce

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La Musica. Origini di un “mestiere”

Fino al XIX secolo la musica ha vissuto una vita separata rispetto alle altre arti. Tale condizione si fa risalire ai tempi della Grecia antica dove la musica era vista per lo più come pratica manuale, estremamente tecnica, dotata di scarso valore artistico e intellettuale. Bisogna infatti riconoscere che l’esecutore di musica, ora come allora, si differenzia dalle altre tipologie di interpreti: a lui è richiesta un’elevata competenza necessaria a far “rivivere” nell’esecuzione la composizione e il pensiero del compositore condividendoli col pubblico. Da tale necessaria specializzazione del musicista deriva l’antica concezione della musica intesa, più che come arte, come mestiere. Leggi il resto di questa voce

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