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Composizione ed esecuzione di un brano: osservare il silenzio

Stravinskij sostiene che l’esecutore di un brano abbia il dovere di trasmettere all’uditorio nient’altro che la volontà del compositore. Ha cioè l’onere di veicolare un messaggio e, per tale ragione, ogni alterazione della volontà originaria è un errore. La posizione del compositore russo è, nella sua rigorosità, una comprensibile reazione agli eccessi di pathos e sentimentalismo che caratterizzavano le esecuzioni di fine ‘800.
In effetti Romanticismo e Decadentismo avevano creato l’immagine, giunta fino a noi, del musicista-genio animato da passioni forti e distruttive che in ogni esecuzione si agita, soffre e suda come se così esternasse il suo travaglio interiore.
Tutto ciò aveva indubbiamente finito col mettere in secondo piano “l’artigianalità e la manualità” del far musica. Leggi il resto di questa voce

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