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Il 1685 di Bach, Händel e Domenico Scarlatti

La storiografia insegna che è ben difficile definire delle periodizzazioni nette, con precisi anni di inizio e fine.

Ci sono però anni che, indubbiamente, fanno da spartiacque. È il caso della scoperta dell’America o della Rivoluzione Francese.

In musica uno di questi è il 1685, ovvero l’anno di nascita di Georg Friedrich Händel (23 febbraio), Johann Sebastian Bach (21 marzo) e Domenico Scarlatti (26 ottobre).

Con questi tre autori la musica non sarà più la stessa ponendo le basi di un mutamento irreversibile che raggiungerà il suo compimento con altri tre compositori, i grandi viennesi, alcuni decenni dopo. Leggi il resto di questa voce

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Al di là del virtuosismo. Il pianoforte di Franz Liszt

Oltre ad essere il più grande pianista di tutti i tempi Liszt fu anche uno dei principali compositori romantici e uno dei padri della musica pianistica moderna. L’ungherese fu il primo che teorizzò e tradusse in pratica il principio nato in Francia e poi sviluppato dalla scuola tedesca della fusione tra la musica e le altre arti (la wagneriana “arte totale”).
Nella sua produzione, infatti, letteratura e musica sono inscindibilmente legate e la seconda da “evocativa” diviene “descrittiva”, capace cioè di offrire all’ascoltatore un racconto preciso e dettagliato al pari delle altre forme artistiche.
Questa “vocazione al descrittivismo” è facilmente individuabile nelle composizioni per pianoforte e ciò perché risultava lo strumento della grande orchestra più adatto a trasmettere i moti interiori dell’artista. Leggi il resto di questa voce

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