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I cibi sulla tavola dei Romani

L’insieme delle fonti letterarie e archeologiche permette di ricostruire le caratteristiche dei pasti consumati dai Romani in età Repubblicana, prima cioè che le grandi conquiste permettessero l’arrivo di cibi nuovi provenienti dall’estero.

La mattina era consumata una colazione a base di pane e formaggio preceduta da un bicchiere d’acqua (jentaculum) mentre a mezzogiorno si mangiava pane, carne fredda, frutta e si beveva vino.

Il pasto principale era la coena che iniziava nel pomeriggio e che, per le famiglie nobili, poteva terminare anche all’alba. Essa era preparata nei triclinia, così chiamati perché ammobiliati con tre divani sui quali sedevano tre commensali, generalmente uomini adulti.

Durante la consumazione degli antipasti e della cosiddetta gustatio veniva bevuto il vino mielato (mulsum). Seguivano poi le primae e le secundae mensae, costituite rispettivamente da sette portate e da stuzzichini piccanti, per stimolare la sete[1]. Leggi il resto di questa voce

Le caratteristiche dell’alimentazione dei Romani

Fatta eccezione per alcuni casi particolari, l’alimentazione dei Romani era, generalmente, piuttosto equilibrata. Essa infatti poteva godere di tutti i benefici propri della dieta mediterranea in cui l’energia complessiva è fornita principalmente dai cereali (più del sessanta per cento) mentre solo una bassa percentuale di essa proviene dai lipidi, ovvero dai grassi (meno del trenta per cento), al cui totale contribuisce l’olio d’oliva. Tale dieta ha quindi il pregio di essere povera in grassi acidi saturi. Inoltre la corretta assunzione di fibre dietetiche fornite dall’alto consumo di vegetali e frutta permette di ottimizzare le funzioni digestive e migliorare l’assimilazione delle sostanze nutritive[1]. Leggi il resto di questa voce

Le origini della nostra musica: la Grecia antica

Tradizione vuole che l’arte europea nel suo complesso abbia avuto origine nell’antica Grecia, uno straordinario coacervo di complesse organizzazioni umane.
Per quanto riguarda la musica, pur mancando ovviamente le composizioni, sono arrivate fino a noi sia testimonianze di teoria musicale sia di quella che potremmo definire “filosofia della musica”.
Sotto il primo aspetto al mondo greco si deve l’antenato della scala moderna, il tetracordo. Questo è la successione ordinata di quattro suoni (quattro corde di uno strumento musicale) disposti nell’ambito di una quarta, in distanza di due toni e un semitono.
A seconda di come si alternavano questi intervalli si distingueva in modo DoricoFrigio e Lidio e dall’unione di due tetracordi nasceva una successione di otto suoni, un’ottava.
I concetti di scala e di modo erano così fissati e sarebbero durati fino ai giorni nostri. Leggi il resto di questa voce

Locandina di “Come Evita, più di Evita, mi amerò”

Come Evita, più di Evita, mi amerò

Grafica per “Acting Out” di Arnolfo Petri (Teatro Elicantropo, Napoli 26 – 29 Aprile 2012)

DieciLune – Festival dell’autore seconda edizione (Napoli, 13 – 15 Aprile 2012)

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Il diritto d’autore 2.0: Creative Commons

Tra le tante innovazioni e facilitazioni portate dal web ce n’è una che riguarda il diritto d’autore. Parliamo di Creative Commons, il sistema che permette (con una serie di distinguo, ovviamente) di superare le costrizioni, la rigidità e, perché no, l’onerosità della procedura di registrazione presso la S.i.a.e. per tutta una serie di opere di ingegno. Leggi il resto di questa voce

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