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Quando le dimensioni non contano: i corali di Bach

Nel vasto oceano dell’opera bachiana, accanto alle passioni, alle cantate, alle opere erudite, spiccano delle composizioni estremamente piccole: i preludi ai corali.
Il preludio al corale consiste in un breve brano, generalmente per organo, in una variazione sul tema della melodia del corale: una voce propone la melodia (il canto del corale) e le altre voci, che non si limitano a un ruolo di accompagnamento, introducono variazioni ritmiche e melodiche, aggiunte contrappuntistiche e abbellimenti. Leggi il resto di questa voce

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Il segreto del successo del Canone di Pachelbel

Il brano che probabilmente ha avuto maggiore eco nella produzione musicale di tutti i tempi è il Canone e Giga in Re maggiore per tre violini e basso continuo composto nel 1680 da Johann Pachelbel (1653-1706).
I primi ad “attingere” al tema del canone di Pachelbel furono addirittura Mozart nel Flauto Magico e Haydn nel Minuetto del Quartetto op.50 n.2.
È però nel XX secolo che dilaga la passione per la composizione del maestro di Norimberga: molti musicisti non si limitano solo a “citare” parti del canone o a eseguirlo con ritmi moderni e gli strumenti più disparati ma addirittura a basare sulla sua struttura interi brani.
Let it be dei Beatles, No woman, no cry di Bob Marley, With or without you degli U2 sono i più famosi degli oltre trenta titoli che ripropongono lo schema del canone originale eseguito da tre violini che poggiano su una linea di basso continuo(1) suonata dal violoncello. Leggi il resto di questa voce

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