Quando i Preludi conquistarono l’indipendenza

Per Preludio si intende un qualunque brano musicale che serva da introduzione a una composizione più complessa, di tipo vocale o strumentale. Tale forma musicale, nata come preparazione (dei musicisti e dell’uditorio) all’esecuzione vera e propria, non ha mai avuto un carattere rigidamente definito ma la sua forma è sempre stata libera, priva di schemi fissi.
Nel corso della storia della musica c’è stato però chi ha voluto dare un carattere autonomo al Preludio trasformandolo da brano propedeutico in composizione vivente di vita propria. Il germe di questa novità va individuato nei 24 preludi e fuga del Clavicembalo ben temperato di J.S. Bach. In queste composizioni, i Preludi, anche se non ancora del tutto autonomi (ma seguiti dalle fughe), sono concepiti come “Studi” adatti al perfezionamento della tecnica dei musicisti.

Coloro i quali hanno definitivamente dato piena autonomia al Preludio sono invece stati Chopin e Debussy con i loro Preludi per pianoforte. Il primo, nei 24 (1)Preludi op. 28, realizza delle composizioni di breve durata, del tutto indipendenti tra loro, che Schumann definì “schizzi, principi di Studi o, se si vuole, rovine, singole penne d’aquila”e che suscitarono forti e opposte reazioni nell’ambiente musicale dell’epoca.
Il secondo, invece, nelle sue due raccolte di 12 Préludes, libera i brani da ogni ordine imposto dalla tonalità dei pezzi e realizza dei quadretti di ispirazione naturalistica.

Con questo ulteriore passaggio il Preludio perde ogni dipendenza sia da eventuali composizioni a seguire sia dagli altri preludi della raccolta divenendo così una forma musicale autonoma caratterizzata dalla mancanza di vincoli strutturali e stilistici, a tutto vantaggio della libera espressione del compositore.

Riferimenti bibliografici

  • E. Gubitosi, Suono e ritmo, Curci, Milano 1932
  • R. Schumann, Gli scritti critici, Ricordi-Unicopli, Milano 1991

Riferimenti discografici

  • J.S. Bach, Il clavicembalo ben temperato, R. Kirkpatrick (clavicembalo), Deutsche Grammophon 2001
  • F.F. Chopin, Preludi op. 28, A. Cortot (pianoforte), Naxos 2005
  • C. Debussy, Preludes – Les soirs illuminés, E. Koroliov (pianoforte), Tacet, 2004

Note

  1. Come Bach anche Chopin compone un preludio per ogni tonalità maggiore e minore per un totale di 24 brani.

da “Il Pendolo” del 7 Marzo 2009

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Pubblicato il 23/03/2014, in Cultura, Musica con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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