Il ruolo di Theodor W. Adorno nella nascita delle avanguardie musicali

C’è un filosofo tra i protagonisti del passaggio della musica dal neoclassicismo di inzio ‘900 alle avanguardie della seconda metà del secolo: Theodor W. Adorno.
Esponente della Scuola di Francoforte, fu allievo di composizione di Berg ed ebbe un ruolo chiave nei Ferienkursen, i corsi estivi che si tennero a Darmstadt tra la fine degli anni ’40 e l’inizio del decennio successivo e che furono il laboratorio entro il quale si svilupparono alcune delle tendenze dominanti nelle avanguardie musicali novecentesche.
Adorno si fece sostenitore della rottura, inevitabile e insanabile, tra società e arte moderna e tra progressismo e conservatorismo in musica. Per lui era evidente la necessità di dare nuova forma alla musica e, in generale, a tutta cultura europea.

Tale desiderio di cambiamento era percepito da tutti gli artisti e nasceva dal rifiuto totale di una cultura che aveva generato Fascismo e Nazismo e, di riflesso, di tutte le esperienze artistiche ad essa connesse. Questa consapevolezza si tradusse, in termini strettamente musicali, nella consacrazione della serialità(1) come mezzo di espressione privilegiato del linguaggio musicale che nella dissonanza vedeva l’elemento forte di cambiamento rispetto al passato. Di queste nuove tendenze fu considerato modello e precursore Arnold Schönberg.

Così come per le altre arti, ben presto i presupposti comuni andarono declinandosi in esperienze molto diverse tra loro. Per tale ragione, anche per la musica, si parla di “avanguardie”, al plurale.
Il desiderio di generare una nuova cultura europea, che potesse sostituirsi alla precedente, fu disatteso dal moltiplicarsi delle tendenze e delle contaminazioni e, soprattutto, dal cambiamento dell’idea stessa di Europa, divenuta nel frattempo teatro delle tensioni e delle divisioni della Guerra Fredda.

Riferimenti bibliografici

  • T. W. Adorno, Filosofia della musica moderna, Einaudi, Torino 2002
  • T. W. Adorno, Immagini dialettiche. Scritti musicali 1955-65, Einaudi, Torino 2004
  • P. Albera, Modernità: il materiale sonoro, in Enciclopedia della Musica, Einaudi, Torino 2001

Riferimenti discografici

  • A. Schönberg, Opera complete per pianoforte, Eufoda 2006

Note

  1. La serie è la base su cui poggia la musica dodecafonica. Consiste in una precisa successione dei dodici semitoni della scala cromatica, usati tutti e per una sola volta ciascuno. La serie può essere considerata come estensione e superamento al tempo stesso della scala: esiste una precisa sequenza di suoni ma vengono meno i rapporti di forza tra gradi specifici.

da “Il Pendolo” del 10 Maggio 2010

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Pubblicato il 16/03/2014, in Cultura, Musica con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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