Conquista e superamento della tonalità

La musica è il prodotto di due elementi: suono e ritmo. Perché i suoni siano gradevoli all’ascolto, secondo la tradizione, è necessario che essi siano combinati secondo precisi rapporti. Eppure c’è stato un tempo in cui la tonalità, intesa come insieme di modo e tono composta da sette suoni precisamente definiti e ordinati, non era affatto cosa ovvia.
Il rapporto tra i suoni che costituiscono una scala è stato infatti stabilito definitivamente solo nel XVIII secolo grazie soprattutto a Rameau e a J.S. Bach che nel Clavicembalo ben temperato mette in musica il risultato di lunghi dibattiti e consacra il sistema temperato equabile che riduce tutti i suoni dell’ottava in dodici semitoni equidistanti falsando i rapporti della scala matematica (basata su procedimenti fisici) ma al contempo rendendo omogenee e costanti le distanze fra i suoni in ciascuna tonalità.

Oggi, come la forma per le arti figurative così la tonalità per la musica è il nemico da sconfiggere, la gabbia imposta dalla tradizione da cui fuggire. Si cerca infatti di rifiutare la concezione classica che fissa per ogni tonalità dei rapporti di forza individuando nella tonica (primo grado della scala) il senso del riposo, nella dominante (quinto) quello del dinamismo, nella sensibile (settimo) la spinta alla risoluzione, ecc.
Già Schönberg, nel Manuale d’armonia del 1921, parlava di tonalità come di una qualunque sequenza di suoni in cui i gradi siano costanti e riconoscibili superando le costrizioni della scala. Questo presupposto avrebbe aperto la strada a infinite sperimentazioni, non ultima, la dodecafonia.
Superare la tonalità diviene dunque una sorta di rivoluzione volta all’abbattimento delle rigide gerarchie della scala ma allo stesso tempo priva l’orecchio dell’ascoltatore di sensazioni riconoscibili e familiari.

Riferimenti bibliografici

  • AA.VV., Storia della musica, Einaudi, Torino 1999
  • Arnold Schönberg, Manuale d’armonia, Il Saggiatore, Milano 2008
  • Theodore Dubois, Trattato di armonia, Curci, Milano

Riferimenti discografici

  • J.S. Bach, Il clavicembalo ben temperato, H. Walcha (clavicembalo), EMI

da “Il Pendolo” del 26 Aprile 2008

Pubblicato il 09/03/2014, in Cultura, Musica con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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